Il pontile, la foglia d’argento

Il pontile, il piattino d'argento a forma di foglia, il servizio per due di posate d'argento regalatoci da tua madre e introvabile, la caffettiera napoletana, i regali che ti fece mia madre trent'anni fa, i polipetti nel cartoccio promessi e mai più mangiati, la nostra coperta e il rifare sempre il letto insieme, il nostro... Continue Reading →

Ti consegnavo le parole

Ti consegnavo le parole.  Una parola una chiave. Il mazzo di chiavi in tasca.  L’indirizzo lo conoscevi già.  Tutto era tuo, tutto davanti a te.  Ogni parola un passe-partout per conoscermi. Passavi per non entrare.

Fingersi morti

Congelarsi (freezing), cercare un respiro, un appiglio, un pensiero non mortifero, se continua, poi, fingersi morti (faint). Dare forfait alla vita almeno ad un suo pezzo se si è fortunati.

Il mio dolore come un mare inquinato

Il mio dolore come un mare inquinato. Batto gli ultimi colpi su questa arena. Prendo forzati respiri, senza fine e senza sosta.

Un noi

Oltre c'e' qualcuno. Oltre c'è qualche uno. Oltre l'uno più uno, oltre c'e' anche l'uno per uno. Oltre c'e' l'unisono che siamo. L'unisono che somma singole diversità addizionandole, impoverisce. L'unisono fonde uniche diversità completandole. L'unisono è il paradosso e solo chi ama ne sa parlare. Un luogo estensibile ed elastico, l'uno. L'uno non riduce ma... Continue Reading →

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