Orgoglio, dignità e sacrificio sono tre parole importanti che dovrebbero essere usate con grande parsimonia. Di recente ke sento spesso usate e riferite al soggetto parlante. Ieri l’ovvio mi è apparso e senz’altre necessarie spiegazioni: queste tre parole segnano spesso il momento esatto dell’abbandono del confronto, dell’alzarsi e sbattere la porta dietro di sé, del guardare l’interlocutore con alterigia e disprezzo rendendo chiaro che tutto che seguirà non avrà valore e non verrà considerato. Queste tre belle parole sono spesso il segnale del l’estrema difesa emotiva di chi sentendo di non farcela più anziché ammetterlo racconta a sé e l’altro che egli solo ha la conoscenza della vetità. Esse segnano la confusione del parlante fra la maschera e il profondo … Dimistrami che non sei così. Scava nel profondo mantenendo il tuo orgoglio!

Quando con mia madre e mio fratello andavamo a raccogliere frutta e verdura buttata nei mercati rionali romani appena chiusi, ero esattamente la stessa di quando viaggiavo in business e ho sempre avuto lo stesso sguardo sull’uomo. Nessun povero in occidente schiaccia un altro povero. La fame, la morte ad un passo invece li ho visti ad esempio in India. Quindi non posso che concludere che l’intolleranza, il rifiuto e la violenza che vedo in Italia, oggi sia il frutto o della paura non gestitita dell’individuo o della difesa dei suoi interessi o della bieca stupidità. Oggi, con tutta l’informazione a portata di mano è impossibile non capire che la guerra di chi ha poco contro chi ha niente ” la cosiddetta guerra fra poveri ” è la fonte di guadagno per finanzieri, armatori, banchieri.

Amicizia e livelli

L'amico che è nel tuo cuore ma non vedi o senti per anni e ti chiedi se è amicizia non sapere neppure se si è vivi. L'amico che senti spesso ma che quando hai bisogno ti fissa un'appuntamento guardando l'agenda. L'amico con cui ti incontri quasi per caso ma che se può ti fa pure... Continue Reading →

Quale sinistra? I nuovi rivoluzionari: gente furba abbastanza da alzarsi dal tavolo della discussione giusto un attimo dopo essere stati assurti ad eroi, martiri o grandi uomini e un attimo prima che il fango della sconfitta venga rovesciato sui loro compagni. Dei rivoluzionari sembrano avere solo la motocicletta!

Questione di quantità … Uomo, mio grande amore. Cosa c’è di libertario, di rivoluzionario, di coraggioso nel dire: ” grido e lotto contro il potere per te che sei inconsapevole dei poteri di cui sei succube” e poi aggiungere “vedrai quando toccherà a te (operaio, pensionato, cittadino,etc) se ho ragione a gridare contro il potere!” Ma dov’è il coraggio se questa lotta , questa catena, questa piramide la interrompi con le tue grida nel punto esatto in cui si collocano i tuoi interessi ( seppur minimi sono sempre interessi). L’uguaglianza va in briciole con l’uso e la difesa dietro a parole come popolo, stato, cittadino, apolide, etc. Come fai amore mio, uomo a non accorgerti che le tue paure, i tuoi limiti sono il cibo dei finanzieri, degli armatori e dei banchieri! Ma quale anarchia, quale sinistra, quale individualismo possibili senza una messa in discussione di sè, delle proprie paure e dei propri interessi? Allora dobbiamo dare ragione a Pessoa ” il problema non è l’individualismo ma l’individuo” o a Camus ” la Rivoluzione è amare un uomo che ancora non esiste” … Già ti sento gridare Uomo: “qualunquista, buonista, ignorante, i numeri dicono questo o quello, sognatore, etc” . No no, il qualunquista è quello che si difende dietro al pragmatismo utilitaristico. Non farmi credere Uomo che nel profondo sei così. Io voglio un mondo dove sono libera di camminare.

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