Questione di quantità … Uomo, mio grande amore. Cosa c’è di libertario, di rivoluzionario, di coraggioso nel dire: ” grido e lotto contro il potere per te che sei inconsapevole dei poteri di cui sei succube” e poi aggiungere “vedrai quando toccherà a te (operaio, pensionato, cittadino,etc) se ho ragione a gridare contro il potere!” Ma dov’è il coraggio se questa lotta , questa catena, questa piramide la interrompi con le tue grida nel punto esatto in cui si collocano i tuoi interessi ( seppur minimi sono sempre interessi). L’uguaglianza va in briciole con l’uso e la difesa dietro a parole come popolo, stato, cittadino, apolide, etc. Come fai amore mio, uomo a non accorgerti che le tue paure, i tuoi limiti sono il cibo dei finanzieri, degli armatori e dei banchieri! Ma quale anarchia, quale sinistra, quale individualismo possibili senza una messa in discussione di sè, delle proprie paure e dei propri interessi? Allora dobbiamo dare ragione a Pessoa ” il problema non è l’individualismo ma l’individuo” o a Camus ” la Rivoluzione è amare un uomo che ancora non esiste” … Già ti sento gridare Uomo: “qualunquista, buonista, ignorante, i numeri dicono questo o quello, sognatore, etc” . No no, il qualunquista è quello che si difende dietro al pragmatismo utilitaristico. Non farmi credere Uomo che nel profondo sei così. Io voglio un mondo dove sono libera di camminare.

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