Fila e strozza la filastrocca

Questo è il primo foglio di una risma di molte risme messe in programma nella linea di produzione.
E’ bianco, stirato e inamidato in odore di candore.
Se lo vuoi piegare lungo le diagonali per trovarne il centro, lo spezzi.
Se lo vuoi accartocciare, ti tagli.
Questo è il primo e l’ultimo foglio realizzato.
Subito è stato messo in evidenza che su entrambi i lati c’era una imperfezione. C’era scritta una negazione. La negazione annullava il valore di tutta l’operazione: il bianco, il candore e l’essere primo di tutta la serie.
Così dimostrato il difetto di fabbricazione, il foglio diventò fuori produzione. Il profumo se l’è scordato, il bianco si è sporcato e quella negazione scritta in piccolo, come lo giri e lo rigiri il foglio, la devi prendere in considerazione. Essa da sola non ha alcun valore, per cui, come un ladro che non esiste senza l’oggetto da rubare, essa aspetta fino a che qualcosa appare e subdolamente lei stessa appare, si viene a vedere, come se quella vicinanza la riattivasse ogni volta, essa comincia a lavorare. Alla fine, senza nessuna soddisfazione, con desolazione, ogni cosa ti farà annullare. Un pò come un primo respiro che la madre stessa vorrebbe soffocare.

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