Le parole sono segni di cose e concetti che possono esprimersi col suono della bocca, e questa si chiama pronunzia: o col moto delle mani, occhio, e volto e questo gesto, ed azione s’ appella. Or può una lingua essere per sua natura migliore d’un’altra parte per la moltitudine delle parole, e somiglianza colle voci sìgnificate: come quelle parole che col suono duro esprimono le cose aspre, e col dolce le piacevoli: parte per  armonia che in essa lingua si genera dal mescolamento grato delle vocali colle consonanti, e dalla varietà tanto del tuono ovvero alzamento e bassamento della voce da noi detto accento, quanto dal tempo, o lungo o breve delle sillabe, che quantità o misura vien chiamato. Dal concorso, e temperamento dei quali nasce il piacer nell’orecchio a cui appartiene il giudizio della perfezione esteriore del favellare. Oltre i pregi che una lingua porta dalla natura, ne può tirare anche molto dall’ artifizio quando s’ applica all’ espression di scienze, arti, e dottrine e quando si dispone in Oratoria, e Poetica armonia, ricevendo con tal uso novello numero, novelle voci e novella commessura con nuovi colori, locuzioni, e figure donde diviene più pieghevole, più maestosa, più varia, più sonora. (G. V. Gravina)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: