• Due epiloghi su tela, diversamente

 

Dal sonno geologico
da mura senza albe ci svegliamo per
comprendere che anche la montagna
con il suo paesaggio conficcato
o sepolto di vocazioni stanziali
le vicende istoriate
non rimane.
Da pendici inizia la danza
vorticosa sale a staccare la cima.
Poi eccoci – qui per terra
dopo tanto giungere a noi,
dopo gli occhi riacuti.
Il flauto in asse alla luna
nella selva del Doganiere.

 

“Chi ha occhi non aspetti occhi!”
Cercali i caduti. Scavarli nei fossi,
due con l’ombra, due lacune.
– Punti luce, i cavi scoperti, i fuochi
inerti –
Non seguire in coda le torme
a rana o striscianti sul ventre
errare le porte. Si allargano
sul dettaglio –quanti –
a vanvera a tempera
i ciechi di Bruegel.

 

(Antonio Pibiri, Due epiloghi su tela, diversamente)
L.incantatrice di serpenti H. Rousseau
L.incantatrice di serpenti di H. Rousseau
I ciechi di BrougelLa Parabola dei ciechi di P. Bruegel

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