In casa tra lenzuoli appesi ai crucci

tutto ciò che uccido prima o poi

torna a rivivere mio malgrado.

così vuole, così

voglio?

scopro di non avere potere di morte,

pollice verso, che non confligga

col suo contrario.

Né altro altro potere

se non l’oblio della piaga,

l’oblio del nemico che amichevolmente

mi rende la spada.

Non posso ascoltarti

da questa ribalta di luce,

per un attimo vivrei nell’imminenza

dell’acqua che scorre via,

neve di commozione.

una musica si stacca da terra.

Il trenino prende a salire

per la curva dei monti

su e giù, fa scalo dove poggia

la matita del bimbo.
    la formica è un centauro

    nel suo mondo di draghi

                Ezra Pound
Mi parli al telefono con la spina

di pesce in gola, o l’affilato osso di pollo.

Mi dici che la sabbia si solleva

e prende forme che poi non mantiene.

Cade a tappeto e tu la segui

confondendoti nella minuta grana.

In quel franare cerchi
Liberamente tratto da Antonio Pibiri, La casa dei fantasmi

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