La porta

E imparo tutto quello che m’insegni. Porta…
Imparo ad aprire la porta, a chiuderla, a socchiuderla, ad accostarla, ad accompagnarla, ad accompagnartici. – A stare in equilibrio su un piede solo tirandomela dietro per non far toccare niente terra mentre con una borsa sulla spalla una mano passa all’altra le buste piene e l’altra mano ormai libera gira la chiave nella toppa per poi dire buongiorno a chi è già oltre. – A prenderla a calci, a pugni, a spallate, a scassinarla, a scardinarla, a spalancarla, a sfondarla, a sbatterla, ad abbatterla. A bussarci, a bussartici, a bussarmici. Ad ostruirla, a liberarne il passaggio, a lasciarla inutilizzata in una casa dimenticata, a costruirla, a smontarla e rimontarla, a ripararla, a metterci un nome e un campanello, ad attraversarla in punta di piedi, a nascondermici dietro, a fissarla per vedere se si apre, ad ascoltarla mentre ti aspetto, a rifarlo ancora.

 

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Thomas Hoepker, Museum of Modern Art

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