A volte sono l’albergatore di un albergo in cui l’ospite non paga dazio perchè sono io. In questi periodi di a volte, non sento niente, proprio niente e oscillo fra un imbrigliare la frenesia ad una apparente calma. Purtroppo tutto nello stesso momento. La calma piatta poi mi sembra così totalizzante da farmi credere che dove essa inizia è già il fondo e che esista un sentire bidimensionale e piatto. Che esista è una certezza perchè se lo dico allora lo sento. Piatto quindi, è proprio il termine esatto, per il mio spessore.

Personal Computer

Ho scritto bella giornata nella barra degli indirizzi, Sono apparse dozzine di immagini, http ...  l'ho scaricata, L'ho guardata bene e l'ho eliminata. L'indirizzo non era il mio. Ho spento il pc.

Il traduttore invisibile – F. Pessoa

Sicuramente la maggior parte di noi non mente né finge quando, senza sapere il greco, si lascia trasportare dall’entusiasmo per Omero, oppure con una conoscenza profana del latino ha il culto di Orazio e di Catullo. Non mentiamo ne fingiamo: presentiamo. E questo presentimento, frutto di non so quale insieme di intuizione, suggestione e oscura... Continue Reading →

Fila e strozza la filastrocca

Questo è il primo foglio di una risma di molte risme messe in programma nella linea di produzione. E' bianco, stirato e inamidato in odore di candore. Se lo vuoi piegare lungo le diagonali per trovarne il centro, lo spezzi. Se lo vuoi accartocciare, ti tagli. Questo è il primo e l'ultimo foglio realizzato. Subito... Continue Reading →

Così come mi viene

Sai quei tipi, quelli che in ascensore fanno sempre un passo al centro invece di rimanersene li, al loro posto, schiacciati contro la parete? Quelli che quando ti parlano vengono sempre troppo vicini e che, se non fossero quello che sono,  spereresti che ti vogliano baciare? Ecco, quelli un po' lucidi, unticci, che qualsiasi cosa... Continue Reading →

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