Rifletto

Non il sudore sulla fronte Non la vena che pulsa alla tempia Non la tristezza senza fondo negli occhi Non il sorriso morbido percepisco ma la smorfia che fai nascondendoti nella notte dietro le tue mani mentre ti stropicci gli occhi facendo la parodia di me mentre piango e il ghigno folle e malvagio che... Continue Reading →

La mia casa aperta

La mia casa aperta. La mia casa è aperta, puoi riposarci, puoi dormirci, puoi rigenerarti, puoi sfamarti. Nella mia casa puoi leggerci, studiarci, cucinarci, lavartici. Nella mia casa puoi. Ma la mia casa è la tua solo se la conosci.

Parlami di me

Parlami di me, disse. Lui raccontò cose vecchie, fatti noti sterili, fatti di dolore, fatti di gioia, raccontò con sottigliezze, particolari, collegamenti, raccontò cose ora nuove. Lei si conobbe meglio.

Il 28 marzo del 1941, Virginia Woolf, durante l’ultima crisi depressiva, si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse. Prima scrisse una lettera al marito Leonard Woolf ‘Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò.... Continue Reading →

Suicidio

"Mi hanno chiesto di non esprimermi, Mi hanno chiesto di non parlare, Mi hanno augurato la morte, Esiste anche chi, dicendo di volermi bene, se io morissi neppure lo saprebbe. Come risolve un essere umano tutto questo? Con il suicidio?" (R. Arba)

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