Un infinito da sorreggere

Al ritmo del mio battito di ciglia, il tuo profilo restava a tavola con me mentre ti fissavo. Al ritmo di centoquaranta battiti al minuto, il mio cuore e il tuo profilo cercavano di nutrirsi. Al ritmo di un tempo pesante come un infinito da sorreggere da sola ti guardavo, disperata.

La mia casa aperta

La mia casa aperta. La mia casa è aperta, puoi riposarci, puoi dormirci, puoi rigenerarti, puoi sfamarti. Nella mia casa puoi leggerci, studiarci, cucinarci, lavartici. Nella mia casa puoi. Ma la mia casa è la tua solo se la conosci.

Parlami di me

Parlami di me, disse. Lui raccontò cose vecchie, fatti noti sterili, fatti di dolore, fatti di gioia, raccontò con sottigliezze, particolari, collegamenti, raccontò cose ora nuove. Lei si conobbe meglio.

Cuore, luogo elastico.

Il cuore è quel luogo elastico dove c’è spazio per l’infinito e, infiniti finiti e infiniti, simultaneamente.

Degno di nota.

L'andata e il ritorno di un unico crine teso nell'archetto impugnato, senza soluzione di continuità, senza sfiorare i margini, sulla più sottile corda pigiata sul più piccolo spazio; diventa ipotesi e verifica di un infinito. Acuto e fisso, trova un interstizio che non sapevo di avere. Chiudo le orecchie e guardo, movimento. Chiudo gli occhi ed è suono. Apro la mano... Continue Reading →

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: