Il rosso si sente!

...Conosco una sola città in cui l'autunno non é solo la stagione che preannuncia la fine. È il crocevia di tutti gli uccelli migratori. A mezzogiorno il cielo, con un ombra lenta, si oscura e scende la notte. Le foglie secche cadono lungo il fiume che scorre. Solo in quella città voglio vivere gli autunni.... Continue Reading →

Sulle dita di una mano tutti i dolori, su quelle dell’altra tutti i doveri. Intorno a noi tutti i futuri possibili. Dentro di noi tutti i limiti. 

Il sogno è astratto e reale, il sogno realizzato è concreto e reale. Allora perché, tutti dicono, in nome del bene che vogliono a chi prova a realizzare un sogno: “non sei realista”,”non sei pratico”?  Ovviamente chi tenta un’impresa rischia anche di fallire e quindi la paura è implicita nella scelta stessa. Perché ostacolare questa impresa dovrebbe essere bene e non, invece, dire:”se non ce la farai, o ,durante il percorso avrai bisogno sarò qua per sorreggerti” o “non avere paura comunque andrà potrai contare su di me”? È banale ma non vedo altra spiegazione che la mancanza di coraggio e l’amore limitato che non fa andare oltre se stessi. Questo è proprio un dolore.

Homo erectus, evidente bipede ma, senza ali.

A dire di me nullità mi nobilito e a dire crudele mi addolcisco. Solo il ricordo di un me diverso mi imbriglia dal distruggere tutto sia dentro che fuori di me. Il ricordo funziona da dubbio e da speranza di ritrovarmi, di trovare l’amore. Dov’è il dialogo con gli altri così stabilizzante e vero nella sua continua ricerca del terzo punto in divenire. Se gli altri non esistono allora anche noi non esistiamo. Questo è il mio più grande limite o è la precondizione intrinseca dell’essere umano come fosse un animale da branco e allora non è bisogno ma necessità? Non è vizio o difetto di fabbricazione ma altro?

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