Il traduttore invisibile – F. Pessoa

Sicuramente la maggior parte di noi non mente né finge quando, senza sapere il greco, si lascia trasportare dall’entusiasmo per Omero, oppure con una conoscenza profana del latino ha il culto di Orazio e di Catullo. Non mentiamo ne fingiamo: presentiamo. E questo presentimento, frutto di non so quale insieme di intuizione, suggestione e oscura... Continue Reading →

… Posa su di me non solo lo sguardo ma anche il pensiero. (F. Pessoa)

Questione di quantità … Uomo, mio grande amore. Cosa c’è di libertario, di rivoluzionario, di coraggioso nel dire: ” grido e lotto contro il potere per te che sei inconsapevole dei poteri di cui sei succube” e poi aggiungere “vedrai quando toccherà a te (operaio, pensionato, cittadino,etc) se ho ragione a gridare contro il potere!” Ma dov’è il coraggio se questa lotta , questa catena, questa piramide la interrompi con le tue grida nel punto esatto in cui si collocano i tuoi interessi ( seppur minimi sono sempre interessi). L’uguaglianza va in briciole con l’uso e la difesa dietro a parole come popolo, stato, cittadino, apolide, etc. Come fai amore mio, uomo a non accorgerti che le tue paure, i tuoi limiti sono il cibo dei finanzieri, degli armatori e dei banchieri! Ma quale anarchia, quale sinistra, quale individualismo possibili senza una messa in discussione di sè, delle proprie paure e dei propri interessi? Allora dobbiamo dare ragione a Pessoa ” il problema non è l’individualismo ma l’individuo” o a Camus ” la Rivoluzione è amare un uomo che ancora non esiste” … Già ti sento gridare Uomo: “qualunquista, buonista, ignorante, i numeri dicono questo o quello, sognatore, etc” . No no, il qualunquista è quello che si difende dietro al pragmatismo utilitaristico. Non farmi credere Uomo che nel profondo sei così. Io voglio un mondo dove sono libera di camminare.

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