Domino e regno perché pluriocularericalco i confini bagnati dell’isola. dal centro alto m’irraggio come stella a torcicollo. regno e domino dalla rocca ferita al fianco da un solo loculo. tengo la conta demografica: secondo soltanto allo zero. il mio è Stato sovrano, mio indivisibile numero. (A. Pibiri, Tabellina dell' io)

In casa tra lenzuoli appesi ai crucci tutto ciò che uccido prima o poi torna a rivivere mio malgrado. così vuole, così voglio? scopro di non avere potere di morte, pollice verso, che non confligga col suo contrario. Né altro altro potere se non l’oblio della piaga, l’oblio del nemico che amichevolmente mi rende la... Continue Reading →

Due epiloghi su tela, diversamente   Dal sonno geologico da mura senza albe ci svegliamo per comprendere che anche la montagna... con il suo paesaggio conficcato o sepolto di vocazioni stanziali le vicende istoriate non rimane. Da pendici inizia la danza vorticosa sale a staccare la cima. Poi eccoci – qui per terra dopo tanto... Continue Reading →

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