Atteggiamenti mentali. Ci sono uomini che hanno passato la vita in prigione sentendosi liberi, altri uomini sono liberi e si sentono in prigione. L’uomo costruisce prigioni con i pensieri poi con le parole, i mattoni, le sbarre. Un uomo che crede di poter giudicare un altro uomo è un creatore di prigioni e in nome della libertà che vuole vedere davanti e fuori di sé lascia dentro e dietro di sé le prigioni in cui mette sé stesso e gli altri che ha disprezzato. Uno schiavo è uno schiavo anche se spezza le catene perché uno schiavo è un uomo che crede esistano uomini degni di apprezzamento e altri di disprezzo. Contro il disprezzo non c’è difesa e lo schiavo se si libera vuole te come schiavo e mai la libertà. P.s. Oggi avrei votato no se fossi in Grecia, però, seppure creda che internet porterà a rivoluzioni senza armi, non posso negare che mi irritano i rivoluzionari per interposta persona che intravedo oggi. Il coraggio di esporre una bandiera greca nei social non è granché: la Grecia è abbastanza distante ma non troppo vicina, un Rom o un immigrato è proprio troppo vicino per questi idealisti della libertà. 

Il gioco del “chi butti giù dalla torre” non mi piace affatto e neppure la teoria del capro espiatorio. Fra i cowboy e gli indiani sto Sempre dalla parte degli indiani! Ma fra un debole e un debole scelgo di non scegliere uno a discapito dell’altro. Saremo più deboli o saremo più forti non lo so, ma non sceglierò. Questa è la mia scelta. 

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